Per sostenere la proposta di legge, firma il seguente appello: puoi farlo inviando una mail a nodiscriminazione@libero.it oppure scaricare il modulo in www.arcigaybrescia.it/img/moduloraccoltafirme.pdf farlo firmare ad amici, parenti, colleghi...
APPELLO
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Al Presidente della Commissione II Affari Istituzionali: dott. Paolo Valentini Puccitelli (Forza Italia)
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Al Vice Presidente: Fabrizio Cecchetti (Lega Lombarda - Lega Nord Padania)
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Al Consigliere Segretario: Stefano Tosi (Democratici di sinistra Uniti nell'Ulivo)
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Ai Consiglieri componenti la Commissione
L’Italia è uno dei pochi paesi europei ad essere pressoché privo di strumenti giuridici che tutelino le persone lgbtq negli ambiti pubblici e privati della propria vita.
Nel nostro paese la discriminazione verso omosessuali, trasgender e transessuali emerge quotidianamente non solo dai numerosi atti di violenza a sfondo omofobo, ma anche nell’eteronormatività che pervade le politiche sanitarie, sociali, scolastich
e e culturali.
Nel nostro paese la discriminazione verso omosessuali, trasgender e transessuali emerge quotidianamente non solo dai numerosi atti di violenza a sfondo omofobo, ma anche nell’eteronormatività che pervade le politiche sanitarie, sociali, scolastich
e e culturali.L’Unione Europea ha approvato numerose risoluzioni contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, a partire dalla Raccomandazione 924 del 1981 e dalla risoluzione n. 1117 del 12 settembre 1989 sui diritti dei transessuali, fino alla raccomandazione n. 1474 del 26 settembre 2000 rivolta a tutti gli Stati membri al fine di introdurre una completa legislazione antidiscriminatoria e di riconoscere la parità di diritti per le coppie omosessuali.
In questi giorni, dopo molte difficoltà, è stato approvato alla commissione giustizia alla camera il testo base che punisce le discriminazioni e le violenze perpetrate a danni di persone lgbtq.
Ma non è sufficiente reprimere le violenze più odiose, bisogna dare significato positivo al diritto di uguaglianza a tutti i livelli, nella società e di fronte alle istituzioni.
Ma non è sufficiente reprimere le violenze più odiose, bisogna dare significato positivo al diritto di uguaglianza a tutti i livelli, nella società e di fronte alle istituzioni.
In Regione Lombardia il 30 gennaio 2006 è stata presentata una proposta di legge
( PdL 132) riguardante “Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”:
il testo si propone di dare attuazione all’articolo 3 della Costituzione italiana a partire dalle politiche di competenza regionale, per garantire ad ogni persona la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere, in particolar modo nell’accesso al mondo del lavoro, alla formazione professionale e in caso di trattamenti sanitari.
( PdL 132) riguardante “Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”:
il testo si propone di dare attuazione all’articolo 3 della Costituzione italiana a partire dalle politiche di competenza regionale, per garantire ad ogni persona la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere, in particolar modo nell’accesso al mondo del lavoro, alla formazione professionale e in caso di trattamenti sanitari.
A quasi due anni dalla sua presentazione il PDL non è ancora stato discusso dalla II° commissione “Affari Istituzionali” regionale:
facciamo appello al Presidente della 2° Commissione, Dott. Puccitelli e ai componenti della commissione di inserire al più presto il testo nel calendario dei lavori, in quanto riteniamo che sia doveroso affrontare il problema della discriminazione in Lombardia e aprire il dibattito alle diverse proposte di politiche per l’attuazione della parità dei diritti.
facciamo appello al Presidente della 2° Commissione, Dott. Puccitelli e ai componenti della commissione di inserire al più presto il testo nel calendario dei lavori, in quanto riteniamo che sia doveroso affrontare il problema della discriminazione in Lombardia e aprire il dibattito alle diverse proposte di politiche per l’attuazione della parità dei diritti.








