Care socie e soci, compagni e amici di Arcigay
l'anno che chiudiamo con l'assemblea di oggi è stato certamente uno dei più impegnativi e per questo uno dei più entusiasmanti della vita della nostra associazione.
Nel corso di questo anno infatti abbiamo avuto modo di crescere sia all'interno di Arcigay nazionale che nella nostra particolare realtà come soggetto sociale forte, determinato, visibile e propositivo.
La nostra associazione si presenta a questa scadenza assembleare in piena salute, forte di un record storico di iscritti, ricca di energie fresche e di nuovi volontari.
L'attività dell'anno che ci lasciamo alle spalle è stata fortemente segnata da due fattori: il congresso nazionale di Arcigay e la nuova strategia movimentista che ne è scaturita.
Il Congresso nazionale ci ha visto infatti proporre per la prima volta nella storia di Arcigay una mozione alternativa, Diritti in movimento, che ha obbligato l'associazione tutta ad un confronto approfondito sui temi, sulle strategie e sulle prospettive della propria azione sociale e politica. Questo ci ha tutti impegnati in un fruttuoso esercizio di confronto e di mediazione, che ha fatto sì che si approfondisse la consapevolezza e i contenuti programmatici ed ha reso questo congresso particolarmente ricco e costruttivo. Tutto questo ci è costato un grosso sforzo ma ha contribuito a far sì che si abbattessero i muri della consuetudine e della tradizione e si facesse un grande esercizio di democrazia interna e di innovazione. Il nostro comitato provinciale si è certamente distinto per capacità propositiva e per senso di responsabilità. Siamo stati capaci di essere un vero e proprio laboratorio politico, capace di proiettarci nella scena nazionale con proposte complessive e linee politiche in grado di arricchire l'intera associazione e di stimolarne la crescita. Tutto ciò deve renderci particolarmente orgogliosi. La nostra capacità di riflessione e di elaborazione politica e culturale sono il frutto di 13 anni di esperienza, di approfondimento e di militanza, patrimonio che dovremo conservare ed accrescere per il futuro.
Il nostro sincero desiderio di contribuire alla crescita di Arcigay e il nostro impegno di elaborazione politica hanno fatto sì che per la prima volta nella sua storia il nostro Comitato provinciale fosse chiamato a far parte della segreteria nazionale dell'associazione ed esprimesse uno dei garanti nazionali. Questo riconoscimento è insieme un onore ed una responsabilità a cui Orlando non vuole e non può sottrarsi: continuare ad essere spazio di confronto e di elaborazione, in grado di fornire occasioni di crescita e prospettive di innovazione che rendano la nostra opera di servizio alle persone gay, lesbiche e transessuali sempre più efficaci ed incisive.
La nostra linea politica, minoritaria in fase precongressuale, è stata però vincente durante e dopo il Congresso. La strategia movimentista, l'autonomia politica, la distanza e la distinzione dai partiti, la costituzione di un soggetto sociale e politico realmente rappresentativo sono oggi patrimonio condiviso dall'intera associazione. Anche grazie a noi. La situazione politica del nostro paese, attraversato da rigurgiti clericali e da regressioni culturali, rende queste scelte ancor più necessarie ed attuali. Siamo in una fase di grande difficoltà. Giorno dopo giorno coltiviamo la frustrante sensazione che Questo parlamento, indipendentemente dal colore dei governi, non ci darà mai nulla. Aspettavamo una legge di tutela per le nostre famiglie e ci troviamo invece a lottare ancora per il nostro diritto all'integrità fisica e alla sicurezza. Ci aspetta una stagione di dura contrapposizione, di lotta culturale e sociale per riaffermare il valore della laicità e la dignità personale di tutti i gay, le lesbiche e i transessuali di questo paese. Ci proponiamo come comunità in conflitto con una realtà che non solo si rifiuta ostinatamente di riconoscere il nostro diritto alla libera espressione, ma che addirittura vuole mettere in discussione la nostra incolumità fisica, opponendosi a leggi che possano tutelarci da violenza e omofobia. Tutto questo è inaccettabile. Tra febbraio e marzo saremo chiamati nuovamente a Roma, per una manifestazione che abbiamo voluto chiamare “libera l'Italia”. Sarà l'occasione per riaffermare il ruolo sociale di Arcigay, soggetto di rappresentanza dei desideri, dei bisogni, dei valori e dei vissuti della comunità omosessuale e per chiamare ad un salto di civiltà e di progresso il nostro paese. Pretenderemo il rispetto della nostra dignità, raccoglieremo sotto le nostre bandiere tutti coloro che credono nella cultura delle differenze, nel valore della libertà solidale e desiderano abbattere arretratezza, conservatorismo e immobilità sociale.
E' proprio fondandosi su questi valori che il nostro comitato provinciale, da 13 anni, cerca di rappresentare nella realtà bresciana uno stimolo al cambiamento, al rinnovamento culturale e all'inclusione sociale di ogni diversità. Desideriamo essere un soggetto capace di dare un volto, una voce, un valore ad un popolo che nel nostro contesto è ancora troppo nascosto, sconosciuto e umiliato.
La nostra Associazione offre già un variegato panorama di attività, iniziative, gruppi di lavoro e servizi capaci di rispondere alle varie necessità della nostra comunità. Lo stile accogliente e aggregativo che abbiamo saputo costruire negli anni ci rendono un importante punto di riferimento per le persone omosessuali. Ma si deve fare di più.
Sarà necessario guardare al futuro, promuovendo quanto più possibile il protagonismo di tutti, creando nuova militanza, migliorando e qualificando l'offerta, accogliendo le indicazioni e gli stimoli che ci vengono dalla nostra comunità di riferimento. Dovremo impegnarci a riqualificare i nostri servizi di accoglienza per aggregare attorno a noi quella fascia di omosessuali ancora lontani e favorire così la visibilità, personale e associativa, strumento indispensabile per una efficace politica rivendicativa. Le statistiche ci dicono che a Brescia gli omosessuali sono 50.000. La nostra associazione ne raccoglie poco più di 4000, indice di una grossa difficoltà per la comunità GLBT bresciana ad esprimere liberamente il proprio orientamento sessuale e a trovare spazi di socializzazione. Sarà inoltre opportuno incrementare e riqualificare la nostra presenza nelle scuole, per combattere in modo efficace la piaga del bullismo omofobico e l'isolamento di cui spesso si sentono vittime i giovani omosessuali. La consolidata presenza di un maggior numero di persone che frequentano il nostro comitato dovrà tradursi in un maggior attivismo, in una consapevolezza ed un impegno capace di generare nuova militanza, nuove intelligenze, nuovi obbiettivi. In questo quadro sarà necessario creare delle occasioni di crescita culturale che possano valorizzare al meglio la nostra identità, la storia del movimento, la consapevolezza politica e l'incisività sociale della nostra associazione.
Nello stesso tempo sarà importante mantenere la nostra peculiarità ed il nostro stile. Abbiamo sempre avuto la capacità di unire un impegno politico qualificato ad una socialità semplice e aggregativa, con uno stile familiare e quotidiano. Questa capacità di fare gruppo è un valore da salvaguardare che ci ha resi da un lato coesi ed aggreganti e dall'altro ha favorito l'impegno e la partecipazione. Abbiamo creato nel corso dell'anno occasioni nuove: le cene associative, le gite fuoriporta, i dibattiti della domenica. Per il futuro dovremo continuare per questa via, incrementare le occasioni e individuarne di nuove.
Il nostro comitato si è sempre distinto per la massiccia proposta culturale, che quest'anno abbiamo saputo incrementare.
Le presentazioni di libri a tematica e la rassegna cinematografica ci assicurano un pubblico sempre maggiore, tanto che spesso la nostra sede risulta essere troppo stretta. Il lancio, a breve, di un concorso letterario nazionale di poesia e prosa sarà certamente l'occasione di essere ancor più presenti nel mondo della cultura, capaci di rompere tabù e di incidere con i nostri temi e le nostre peculiarità lanciando verso l'esterno segnali di valore e di propositività.
Non possiamo più ignorare la situazione particolare e drammatica in cui versa Brescia dal punto di vista della diffusione delle malattie a trasmissione sessuale. Da questo punto di vista, come già più volte abbiamo dichiarato, sarà necessario operare un salto di qualità e incidere in modo concreto nella società e nelle istituzioni al fine di promuovere la cultura della prevenzione. Sarà inoltre necessario porre anche la questione dell'inclusione sociale delle persone sieropositive. Dovremo avere la capacità di essere sempre più competenti, propositivi ed incisivi in un ambito così importante e delicato investendo risorse nuove e creando nuove occasioni di impegno.
Sul piano della visibilità la nostra associazione appare ben rappresentata. La trasmissione radiofonica Avantissimo, la rubrica fissa sul Brescia, l'attenzione mediatica sulle nostre proposte, al di là delle solite censure clericali, appare ben attestata. Anche su questo fronte si dovrà certamente fare di più curando meglio i rapporti ed imponendo i nostri temi, valorizzando le nostre proposte e individuando tutte le occasioni possibili per rendere visibile la nostra presenza ed efficace la nostra comunicazione.
Segnali nuovi ci vengono anche dal nostro rapporto con il territorio. Quest'anno abbiamo avuto la gioia di veder nascere nella nostra realtà un'associazione di servizio alle persone transessauli, Lily Elbe, che finalmente va a completare la rappresentanza dell'intero movimento nella nostra realtà. Abbiamo ben volentieri dato supporto logistico e visibilità ad una realtà importante e all'entusiasmo della sua presidente. Anche AGEDO, l'associazione dei genitori e amici delle persone omosessuali, vede oggi una bresciana, Rita de Santis, assurgere al ruolo di Presidente nazionale. Le siamo vicini con affetto e partecipazione, convinti che saprà essere, come sempre, fonte di nuovo entusiasmo e di grande umanità per una realtà importante come Agedo. Il nostro rapporto con Pianeta viola, l'associazione lesbica separatista di Brescia, segnato da una profonda differenza nella modalità politiche e nelle forme di rappresentanza, andrà per il futuro certamente recuperato anche se già dei passi importanti sono stati compiuti. Viviamo con difficoltà e con sofferenza questa divisione all'interno del movimento bresciano. Consapevoli delle difficoltà di rapporto dovremo trovare le modalità per collaborare se non strutturalmente, almeno in quegli ambiti che ci devono necessariamente vedere uniti. Crediamo da sempre nel valore dell'unità del movimento: sarebbe irresponsabile far prevalere elementi di divisione in un contesto così difficile e problematico come quello bresciano. Sarà quindi necessario stimolare il lavoro comune, coordinare le attività, creare nuovi contenitori e trovare le modalità per incidere in modo efficace nella nostra realtà, pur nella differenza degli stili e delle modalità di lotta.
Anche sul versante bergamasco le cose si muovono. Dopo una lunga e dura battaglia del coordinamento Bergamo laica si è riusciti a portare in discussione nel consiglio comunale una delibera per l'istituzione di un registro per le coppie conviventi. Battaglia politicamente persa, ma di grande valore sociale e culturale. Per la prima volta i giornali e l'opinione pubblica bergamasca hanno avuto modo di confrontarsi con queste tematiche e di approfondire la propria posizione su queste battaglie di civiltà. Da alcuni mesi è nata
Arcilesbica Bergamo, da due il comitato promotore arcigay Bergamo. A queste realtà giovani ed entusiaste dovremo assicurare tutto il nostro appoggio e la nostra collaborazione per far sì che anche in quella città la presenza del movimento possa essere sempre più visibile ed efficace.
So di non essere esaustivo, ma sono consapevole che la ricchezza che esprimiamo internamente saprà trovare altri motivi e altre occasioni per costruire insieme nuove occasioni di impegno e di servizio.
Mi preme toccare un ultimo argomento. Nella prossima primavera la nostra città sarà impegnata nelle elezioni amministrative. Sarà un banco di prova impegnativo, che dovrà vederci propositivi e determinati al fine di ottenere risultati e impegni concreti. Siamo distinti e distanti ma in dialogo con la nostra realtà per essere sempre più e sempre meglio capaci di rendere la nostra città più a misura di cittadino. Anche da questo punto di vista sarà però necessario operare un cambio di strategia. La delusione del popolo GLBT nei confronti della politica è enorme, la sfiducia grande, la rabbia concreta. Non sarà più possibile declinare questo confronto in termini di promesse elettorali, di impegni presi e non mantenuti, di condivisioni ideali che non si traducono in prassi. Arcigay è un soggetto sociale di rappresentanza diretta, che assume in prima persona la responsabilità di essere realtà propositiva e critica. L'unico termine di riferimento per declinare la nostra azione politica sarà dunque la nostra comunità, i nostri vissuti, la vita concreta degli omosessuali, le nostre famiglie, la dignità, i valori e i diritti delle persone gay lesbiche e transgender. Non siamo quindi disposti a balletti politici, a contrattazioni, a mediazioni e a sterili promesse come avvenuto in passato.
Siamo persone concrete che misurano l'efficacia della propria azione politica sulla base di una solidarietà dimostrata e fattiva, su una contaminazione di ideali e valori che deve essere profonda e non elettoralistica. In questo senso mi preme ringraziare chi ci è stato vicino da sempre: Arturo Squassina di sinistra democratica, Gianna Baresi e Beppe Almansi di Rifondazione comunista, Paolo Vitale dei Verdi, Michele Cotti Cottini di Sinistra giovanile e Laura castelletti del Partito Socialista alla cui candidatura a Sindaco guardiamo con particolare interesse e partecipazione.
Persone che ci hanno testimoniato con la loro costante vicinanza l'adesione ai valori e agli obiettivi del movimento. Saremo insomma impegnati in un confronto costruttivo ma anche in una critica aspra, capace di imporre temi e bisogni delle cittadine e dei cittadini che vogliamo rappresentare.
Non ci nascondiamo l'impossibilità di un confronto con una destra sempre più omofoba che, poste le divisioni e i pasticci irresponsabili che albergano nella sinistra bresciana, rischiano di avere chanche per vincere le prossime elezioni. Palesiamo la nostra difficoltà a dialogare con un Partito democratico che sembra aver abbandonato i temi della laicità e delle libertà civili, sacrificate sull'altare della convenienza. Siamo insomma preoccupati per il futuro della nostra città. Come sempre però crediamo nella strategia della propositività. Sappiamo di avere le capacità e le intelligenze per poter esprimere anche una rappresentanza diretta. Pur ribadendo l'autonomia dell'Associazione e la libertà di scelta dei nostri soci crediamo che una eventuale candidatura a consigliere comunale di Sergio Mazzoleni possa garantire centralità ai nostri temi e una degna rappresentanza alle nostre istanze. Nell'attesa di un quadro più definito, che ancora tarda a delinearsi, ribadiamo la nostra disponibilità al confronto, al dialogo e alla proposizione dei nostri valori perchè sempre più gay, lesbiche e transessuali posano sentirsi a casa propria nella nostra città.
Permettetemi infine una nota personale. Come sapete questo sarà il mio ultimo anno da Presidente di Orlando. Le responsabilità nazionali, i mille impegni associativi, il ruolo di responsabile nazionale del settore Diritti umani e lotta alla violenza limiteranno le risorse che potrò dedicare al Comitato provinciale. Dopo tre anni di impegno come Presidente è giusto e salutare che altri possano arricchire questa associazione con nuove idee, nuovi stili e nuove intelligenze. Sarà quindi necessario quest'anno approfondire e migliorare il lavoro di squadra, costruire e condividere responsabilità, distribuire meglio compiti e guardare al futuro. Importante sarà il ruolo e la condivisione che cercherò di operare con Gianluca, che, in qualità di segretario, dovrà prepararsi a prendere e redini dell'associazione per gestirne gli scenari futuri. Sono consapevole che questa associazione, che mi onoro di rappresentare e che ho visto crescere enormemente in questi anni, è già ricca di originalità e risorse. Mi permetto tuttavia di invitare tutti voi ad un nuovo protagonismo, a mettere in campo le vostre energie per rendere sempre più efficace la nostra azione e rinnovato il nostro impegno. Ho voluto in questi anni caratterizzare il mio ruolo in senso orizzontale, nella consapevolezza che la crescita dell'associazione non potesse legarsi strutturalmente ad una sola persona, ma si basasse su una responsabilità condivisa e su uno stile fortemente democratico. Questo ci ha portati ad una sostanziale identità di vedute, ad una compattezza sui valori e sugli obiettivi, ad una unità di intenti capace di comprendere le peculiarità ideali e le originalità di ciascuno per trovare una sintesi costruttiva ed incisiva. A questo risultato siamo arrivati insieme, pur nella difficoltà del nostro contesto sociale, ed è un valore imprescindibile da conservare ed incrementare per il futuro. L'Associazione insomma è di tutti, e tutti vi devono trovare spazio di espressione e di impegno.
L'anno che ci aspetta sarà sicuramente impegnativo. Abbiamo davanti importanti sfide sociali, nuove battaglie di civiltà. Affronteremo questi appuntamenti con entusiasmo, grazie ad un'associazione sempre più organizzata, visibile e determinata.
I gay, le lesbiche e i transessuali vogliono infatti essere protagonisti di una stagione di cambiamento e di libertà, che renda possibile il sogno di un paese più civile, laico e democratico.
Buon lavoro a tutti.
Luca Trentini