La settimana che stiamo chiudendo vede due importanti appuntamenti per lacomunità omosessuale. Domenica 27 ricorre la giornata della memoria, in ricordo di tutte le vittime del nazifascismo. Ricordare vuol dire riconoscere e testimoniare. Troppo spesso le vittime omosessuali dei campi di concentramento sono state ignorate, ma fanno indissolubilmente parte della storia. Il loro segno distintivo nei lager era il triangolo rosa. Ancora oggi dobbiamo combattere contro omertà, discriminazioni, violenze, accuse infondate e false che ci vogliono deviati e malati. E’ nostro dovere ricordare che queste argomentazioni erano la base e la giustificazione dell'intollerabile sterminio di persone innocenti. Per questi motivi la nostra Associazione, con il triangolo rosa appuntato al petto, prenderàparte alla commemorazione ufficiale, organizzata dal comune di Brescia, che avrà luogo sabato all’auditorium San Barnaba a partire dalle 10.00. Domenica alle ore 16.30, presso la nostra sede in via Paitone 42 a Brescia proporremo l'incontro: “Tra rifiuto e comunione di differenze – Chiese cristiane e Omosessualità” a cui parteciperanno Anne Zell Pastora della Chiesa Valdese di Milano e Pavia, Jonathan Terino Pastore della Chiesa Valdese di Brescia, la Rete Evangelica Fede e Omosessualità (REFO) e il Gruppo Gay Cattolici “il mosaico” di Brescia. Sarà un momento di conoscenza e di confronto con rappresentanti di realtà che hanno tentato e proseguono un percorso di integrazione e comunione tra fede cristiana e condizione omosessuale. Un'occasione per vincere col dialogo diffidenze ed esclusioni.

[articolo pubblicato su Il Brescia del 24 gennaio 2008]

Luca Trentini
Presidente di Orlando
Comitato provinciale Arcigay Brescia

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Da  Bresciaoggi di lunedì 28 gennaio 2008 cronaca pag. 8

OMOSESSUALI E FEDE: "LA CHIESA CI ESCLUDE"
Nessun prete cattolico all’iniziativa promossa dall’Arcigay Orlando di Brescia
di Beatrice Foschetti

Dio benedice le relazioni d’amore. Sin qui nulla di strano. Si tratta di un pensiero universalmente condiviso da uomini di fedi diverse. Ma quando i protagonisti del rapporto a due sono omosessuali, si scatena il putiferio. La ragione è piuttosto ovvia: "Gli omosessuali per molti sono pervertiti contro natura, incapaci di concepire una relazione d’amore a lungo termine".

Contro questo genere di valutazioni omofobiche, che soggiaciono all’allontanamento forzato degli omosessuali credenti dalle chiese, si sono schierati gli organizzatori del convegno dal titolo "Chiese cristiane e omosessualità: tra rifiuto e comunione di differenze", svoltosi ieri pomeriggio nella sede del comitato provinciale Arcigay "Orlando".

A favore della benedizione dei rapporti di coppia in genere ha dato inizio ai lavori la pastora della Chiesa valdese di Milano e Pavia, Anne Zell, che dopo aver fatto il punto della condizione degli omosessuali nell’ambito protestante (ormai accettati in Germania, Svizzera o Svezia), si è poi calata nella spinosa questione della conquista dei diritti civili da parte di gay e lesbiche. "Un cammino difficile - ha spiegato Zell - reso ancor più faticoso da una mancata condanna condivisa dell’omofobia". Prendendo spunto dalla data dell’incontro - il 27 gennaio, Giorno della Memoria - la pastora valdese ha ricordato ai presenti gli omosessuali deportati negli ex lager nazisti, rispondendo così all’imbarazzo iniziale degli organizzatori, che, per motivi logistici si erano visti costretti a rinunciare alla data del 13 gennaio.

In quel giorno di dieci anni fa Alfredo Armando, omosessuale dichiarato, si diede fuoco in piazza San Pietro. Un forte atto di protesta nei confronti della chiesa cattolica, che si rivela a tutt’oggi sorda alle richieste degli omosessuali di fede. Oltre alla mancanza di religiosi cattolici fra i relatori, a dispetto della comunità valdese, le esperienze di dialogo con le istituzioni ecclesiastiche menzionate da Cristian Berra, del gruppo milanese di omosessuali cattolici "La fonte", sono delle rarità.

"Piccoli segni di speranza", secondo Rosa Salamone, coordinatrice del progetto valdese Varco (Valorizzazione e riconoscimento della comunità omosessuale) "per una Chiesa a favore dei deboli, che rifiuti il muro delle divisioni".

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categoria:rassegna stampa, bresciaoggi, gay e chiesa, 13 gennaio
Immagine tratta dal sito www.13gennaio.comDomenica 13 gennaio ricorre l’annuale giornata di dialogo fra religioni e omosessualità. In questo giorno infatti, dieci anni fa, lo scrittore siciliano Alfredo Ormando si bruciava vivo in piazza San Pietro a Roma, a 39 anni, devastato da una tormentata emarginazione. Ormando era un credente che non riusciva più a sopportare le discriminazioni personali e collettive perpetrate dalla chiesa cattolica. Di questa drammatica vicenda il Vaticano non parlò mai. Come ogni anno, in sua memoria, Arcigay organizzerà a Roma un sit-in per ricordare tutte le vittime lesbiche, gay e transgender morte a causa dell'emarginazione prodotte dal fanatismo ed integralismo religioso. Un rapporto da sempre difficile quello fra omosessualità e religione, che si nutre di aspri conflitti e condanne senza appelli. L’Islam più fanatico giustizia brutalmente chi si macchia di tale “colpa”. Quello più moderato si limita a perseguitare ed incarcerare. Cattolici, ortodossi e protestanti fondamentalisti continuano a discriminare, a considerarci malati e a diffondere la cultura dell’esclusione. Ad un panorama tanto difficile contrapponiamo come sempre la strategia del dialogo. Domenica si terrà a Roma un convegno nazionale sul tema. Nel nostro piccolo promuoveremo Brescia, Domenica 27, un incontro organizzato in collaborazione con la Rete evangelica fede e omosessualità e con il Mosaico, gruppo di gay cattolici di Brescia dal titolo Chiese cristiane e omosessualità: tra rifiuto e comunione di differenze. Piccole gocce che speriamo possano scavare la roccia dell’incomprensione e della reciproca diffidenza.

[articolo pubblicato su Il Brescia dell'11gennaio 2008]

Luca Trentini
Presidente di Orlando
Comitato provinciale Arcigay Brescia
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