Copertina del libroIl protagonista del romanzo è Paolo, di cui ci vengono narrate le vicende dai 7 ai 13 anni, ambientate in un paese sulla sponda bresciana del lago di Garda.
Paolo è un bambino vitale, socializza facilmente, è molto sensibile e disponibile in famiglia, con gli amici e i compagni. Ha un rapporto molto stretto e solido con tutti i componenti della propria famiglia, che lo ricambiano con altrettanto affetto. Non è una famiglia esente dal dolore e dalle tensioni, ma la madre e il padre sono riusciti, con pazienza, a insegnare a tutte e tutti i loro figli (ben cinque!) l'importanza del rispetto reciproco e del confronto.
Questo contesto familiare ha senz'altro facilitato Paolo nell'integrare il valore dell'autenticità personale, in grado di controbilanciare la spinta omologante dettata dal bisogno di ogni ragazzino di essere accettato e accolto nel contesto sociale generale.
Paolo, come tutti, ha le proprie specificità; innanzitutto ha una psicologia fortemente rivolta alla riflessione: un flusso ininterrotto di pensieri accompagna le sue giornate, parallelo alla vita reale. In qualche modo la mente di Paolo è il vero narratore del romanzo, come evidenziato dalla esplicita scelta formale dell'autore in favore dell'io narrante o, meglio ancora, dell'io pensante. Si tratta di un espediente narrativo che può apparire in un primo momento un ostacolo al fluire chiaro degli eventi, ma che in realtà si svela ben presto perfettamente funzionale al lettore per sviluppare piena empatia con la psicologia del protagonista.
 
Paolo, grazie anche a questa forte propensione per la riflessione, si rende ben presto conto di un'altra cosa che lo differenzia dai propri coetanei: non prova desiderio per le regazze, mentre siluppa una grande intimità emotiva e affettiva con il suo amico del cuore, Marco.
Prima ancora di essere in grado di dare un nome all'omosessualità e all'amore, Paolo accoglie con spontaneità, pur nell'inevitabile smarrimento iniziale, le palpitazioni del proprio animo e le esperienze che ne conseguono, trovando in sé la forza per affrontare lo stigma sociale, che pure non manca perfino tra le persone a lui più vicine.
L'originalità del testo sta proprio nel raccontare, probabilmente per la prima volta in Italia, la scoperta serena della propria omosessualità da parte di un ragazzo così giovane.
E' evidente in questo l'importanza che ha, ancora una volta, un contesto familiare positivo: pur non essendo l'omosessualità né nominata né prevista, la famiglia trasmette al ragazzino una idea di amore aperta e inclusiva e valorizza in ogni modo le specificità di Paolo.
Magistrale la pagina nella quale la sorella maggiore, incalzata da Paolo che anela disporre di una definizione di amore, gli trasmette benissimo il concetto che ogni amore è diverso perchè ognuno di noi lo vive in maniere diversa dagli altri e perché la stessa persona ama ogni volta in maniera diversa a seconda di chi ama e da chi è amato.
 
Sergio Mazzoleni
postato da: ArcigayOrlando alle ore 22:45 di martedì, 27 novembre 2007 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1   10 Dicembre 2008 - 12:30
 
Un testo profondo..molto significativo..complimenti per la sensibilità..un abbraccio ..Hengel
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