Per chi ha partecipato al Pride di Genova di sabato scorso, l’accoglienza della città è stata una sorpresa molto piacevole. Tantissime persone nel corteo e ai lati, molte famiglie con bambini, nonne e nonni. Una presenza per la gran parte sorridente, festosa e generosa in applausi e gesti di sostegno. Una presenza che da sola dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che nelle manifestazioni del movimento gay, lesbico, trans non vi è nulla di scandaloso. Di fronte a chi ancora pensa che i temi dell’omosessualità e dell’identità di genere debbano essere relegati in TV a tarda serata per non turbare i bambini, rispondono serenamente centinaia di mamme e papà, nonne e nonni che sabato a Genova portavano con gioia in braccio e per mano i loro figli e le loro figlie.
Ma gli applausi e gli altri gesti di incitamento mostrano una cosa ancora più importante e certo non scontata in tempi di crisi economica, civile e democratica: testimoniano che la lotta per i diritti civili di una minoranza riguarda in realtà tutti. I gay e le lesbiche dopotutto potrebbero essere loro figli, loro amiche, loro parenti, loro colleghe.
La città era rappresentata nelle piazze e per le strade dai suoi molti volti: ragazzi e ragazze, nonne con le badanti, famiglie italiane e immigrate, tutti uniti da un comune atteggiamento che sembra mostrare, per una volta, un comune sentire. Forse c’è anche un’altra Genova e forse questa parte è semplicemente rimasta a casa, ma non deve essere stata una parte grande se la prima cittadina si è sentita di rappresentare il sentimento della città intera parlando dal palco e indicando Genova come città dei diritti.
Se le manifestanti e i manifestanti hanno portato a casa la sensazione piacevole di una abbraccio, di essere per una volta a pieno titolo parte di un civiltà e di una cittadinanza, non è perché Genova stia su Marte, ma evidentemente perché le cittadine e i cittadini italiani sono pronti per vedere riconosciuti a lesbiche, gay e trans diritti paritari e, anzi, sembrano guardare a questa prospettiva con gioia.


[articolo pubblicato su Il Brescia del venerdì 3 luglio 2009]

Luca Trentini
Direttivo di Orlando
Comitato provinciale Arcigay Brescia
postato da: ArcigayOrlando alle ore 18:25 di domenica, 05 luglio 2009 | Permalink | commenti
categoria:rassegna stampa, gay pride, il brescia
Domani nelle strade di Genova sfilerà il Pride nazionale. Sono certo che, come ogni anno, domani sarete tempestati di immagini, commenti e opinioni più o meno malevole. Permettetemi di mettere le mani avanti. Temo infatti che saranno in pochi, come spesso succede in questo paese a informazione controllata, a mostrarvi la realtà: un popolo colorato che, con allegria, rivendica la propria dignità ed i propri diritti. Come sempre vi parleranno dei pochi eccessi, vi descriveranno le provocazioni che fanno ben più notizia delle migliaia di persone e di famiglie che parteciperanno alla manifestazione con dignità ed orgoglio. Eccessi e provocazioni che, pur minoritarie, fanno parte a pieno titolo di quell’evento. Vi chiedo però di  non cadere nel tranello e rimanere concentrati sull’essenziale anziché sul folkloristico: perché sfiliamo al Pride? Lo facciamo per l’uguaglianza, la parità, la giustizia, la laicità, la libertà, i diritti e la dignità dei nostri affetti. Lo faremo per noi, ma soprattutto per tutti quelli che non saranno con noi, con quelli che per paura se ne saranno rimasti a casa, per quelli che vivono nel silenzio e nel disagio la propria condizione di vita. Lo faremo per voi: perché tutti possiate vivere in una società più giusta, rispettosa e felice. Ci chiederanno di essere più sobri, più anonimi, più normali, più accettabili dall’opinione pubblica, più allineati alla mentalità comune. Noi siamo quelli che siamo e va bene così! Se ne facciano una ragione tutti i benpensanti, i cultori del politicamente corretto: non rinunceremo ad essere scomodi, a provocare i pregiudizi, i luoghi comuni e ad abbattere gli stereotipi. Non chiediamo di essere accettati, tantomeno tollerati: pretendiamo di essere rispettati. Guardando a quel corteo scoprirete che il mondo non è solo bianco o nero, ma popolato da infiniti colori e abitato da milioni di diversità, anche dalla tua. E tutte, ugualmente belle, rendono questo mondo degno del nostro sorriso.

[articolo pubblicato su Il Brescia del 26 giugno 2009]

Luca Trentini
Direttivo di Orlando
Comitato provinciale Arcigay Brescia
postato da: ArcigayOrlando alle ore 23:12 di venerdì, 26 giugno 2009 | Permalink | commenti
categoria:agenda, gay pride

Sabato 27 Giugno a Genova si terrà il Pride nazionale. Lo slogan scelto per l’edizione 2009 sarà: “L' Italia che fa la differenza. Laicità, uguaglianza, diritti per costruire il futuro”. Come ogni anno il movimento lesbico, gay, bisessuale e transgender, insieme a tutti coloro che ne condividono i valori, sfilerà in corteo per chiedere cambiamenti sociali e diritti di cittadinanza. Lo faremo esattamente a 40 anni dai moti di Stonewall avvenuti proprio il 27 Giugno del 1969, occasione in cui la comunità trans e omosessuale iniziò a ribellarsi a soprusi e violenze dando il via ad un movimento di liberazione che è ancora lontano dal concludersi. Come sempre sfileremo per le vie della città portando il nostro messaggio di libertà ed uguaglianza che declineremo fra i colori, la musica, le bandiere e l’allegria con cui siamo soliti manifestare. Un occasione imperdibile in cui la nostra comunità avrà modo di rendere visibile la propria dignità e riaffermare la propria vocazione ad essere soggetto di cambiamento e di evoluzione sociale in un paese che sembra aver abdicato ai principi di solidarietà e di apertura che avevano reso grande il suo passato. Anche Arcigay Orlando sarà presente e favorirà la partecipazione organizzando un pullman che partirà da Brescia (per informazioni e iscrizioni: eventi@arcigaybrescia.it). In sintonia con le preoccupazioni legate alla crisi economica proveremo, almeno per un giorno, ad essere un’Italia diversa, fiduciosa, plurale e solidale. Tutti insieme, con le nostre differenze, potremo essere un unico popolo “in movimento”, per costruire un paese migliore, più laico, più giusto, più libero: un paese più gentile.

[articolo pubblicato su Il Brescia www.ilbrescia.com del 19 giugno 2009]

Luca Trentini
Direttivo di Orlando
Comitato provinciale Arcigay Brescia

postato da: ArcigayOrlando alle ore 05:31 di sabato, 20 giugno 2009 | Permalink | commenti
categoria:agenda, gay pride
Orlando Comitato provinciale Arcigay di Brescia
Comunicato stampa
Domenica 14 alle ore 16
c/o la libreria Feltrinelli
Corso Zanardelli 3, Brescia

Presentazione del libro

DIRITTI DIVERSI - La legge negata ai gay
di ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE
Edizioni Bompiani
Introduce Andrea Zucchini di Arcigay
Intervista Piera Maculotti giornalista

Sarà presente l'autrice

In poche settimane dall’uscita la prima tiratura del libro ‘Diritti diversi. La legge negata ai gay’ di Annamaria Bernardini de Pace, edito da Bompiani, è andata esaurita, a dimostrazione che sull’argomento c’è grande interesse e con il risultato che parte dei proventi derivanti dai diritti d’autore verranno devoluti alla Fondazione Francesca Rava, che si occupa dei bambini haitiani.

In un Paese come l’Italia, ricco di pregiudizi e che, purtroppo, ragiona in modo antistorico, l’autrice trova insopportabile che non si riesca ancora a pensare ai gay come a persone che debbano necessariamente avere i diritti di tutti gli altri cittadini, considerato che esiste una Costituzione a garanzia di questo concetto.

Nel resto d’Europa la situazione si è molto evoluta nell’ultimo decennio mentre l’Italia è rimasta inchiodata ai blocchi di partenza. In diversi Stati dell’Unione Europea sono riconosciuti agli omosessuali gli stessi diritti degli eterosessuali. Da noi servirebbe un’interpretazione autorevole della Corte di Cassazione o della Corte Costituzionale, che stabiliscano che le leggi che già ci sono siano applicate anche agli omosessuali, compresa la possibilità di sposarsi.

Oggi in Italia è la coppia affettiva che non viene riconosciuta, che non può sposarsi, non può fare progetti, non può allestire un asse ereditario all’uopo, non ha diritto alla pensione eccetera. Tranne alcune e limitate eccezioni regionali o comunali queste coppie sono discriminate perché, pur essendoci l’amore e pur essendo cittadini che pagano le tasse, non possono fare l’atto complesso del matrimonio che garantisca loro la tutela dello Stato.

IL LIBRO – Cosa vuoi dire oggi “essere gay”? È proprio vero che la legge è uguale per tutti? L’omosessualità gode ormai del rispetto e degli stessi diritti riconosciuti all’eterosessualità o è ancora vista con sospetto e pregiudizio?

Secondo uno degli avvocati più famosi d’Italia i casi di discriminazione sono ancora tanti, troppi, l’autrice riflette su alcuni principi della Costituzione italiana, e in particolare quelli espressi negli articoli 2 e 3, che risultano non applicati nel caso degli omosessuali.

Inutile dire che particolare peso hanno, in tutto questo, la religione e le posizioni della Chiesa cattolica. Le nozze, le adozioni, le successioni, la convivenza: tutte battaglie ancora da combattere, in nome della legge.

In appendice una rassegna delle legislazioni sul tema omosessualità nel mondo (dalla pena di morte in Iran ai pari diritti in Olanda).

L’AUTORE – Annamaria Bernardini de Pace vive e lavora a Milano dove esercita la professione di avvocato da venticinque anni. Come giornalista collabora con quotidiani e periodici; è inoltre autrice di numerosi saggi divulgativi sul diritto di famiglia.
postato da: FabioBa alle ore 14:19 di sabato, 13 giugno 2009 | Permalink | commenti
categoria:libri, agenda, diritti, discriminazione, matrimoni
Domenica prossima, 14 giugno, alle ore 16 presso la libreria Feltrinelli di Corso Zanardelli a Brescia l’avvocato Annamaria Bernardini De Pace presenterà il suo ultimo libro “Diritti diversi, la legge negata ai gay”. Arcigay Orlando vuole in questo modo accendere i riflettori su un capitolo fondamentale della propria azione politica: la richiesta di una reale uguaglianza per ogni cittadino di questa repubblica. E’ noto infatti che a differenza di quasi tutti gli altri stati europei il nostro paese continua a negare alle persone e alle famiglie omosessuali la possibilità di accedere a diritti già ampiamente garantiti al resto della popolazione, primo fra tutti il matrimonio. Una discriminazione intollerabile che condanna una intera categoria sociale all’invisibilità giuridica. Persone che, come tutti, con il proprio lavoro, le proprie tasse, il proprio impegno sociale, politico e civile contribuiscono al bene comune. In deroga alla costituzione, che ci vorrebbe tutti uguali di fronte alla legge, gli omosessuali vengono ancora oggi considerati cittadini di serie B, privi di ogni tutela e di ogni diritto. E non è solo di una questione di principio che parliamo, ma della possibilità reale di migliorare la qualità della vita delle persone omosessuali, concedere dignità sociale ai loro sentimenti e riconoscere valore al loro amore. Il mondo civile lo ha già compreso, ma l’Italia rimane sorda, distratta e fredda. Per citare il libro: “l’ipocrisia e la paura del diverso, nella cultura prevalente, sanno fare ancora tanto male, contro ogni principio di verità e di libertà. Contro ogni sentimento di umanità”. E sappiamo bene quanto questa Italia abbia bisogno di riscoprire l’umanità dei sentimenti.

[articolo pubblicato su Il Brescia del 12 giugno 2009, nella foto Annamaria Bernardini de Pace]

Luca Trentini

Direttivo di Orlando
Comitato provinciale Arcigay Brescia
postato da: ArcigayOrlando alle ore 21:15 di venerdì, 12 giugno 2009 | Permalink | commenti
categoria:opinioni, agenda, dico, diritti, rassegna stampa, discriminazione, matrimoni, il brescia

Eccoci finalmente giunti al week end elettorale che disegnerà il prossimo parlamento europeo. Tutti indaffarati a inseguire nani e ballerine, infilati in una vuota e vana polemica legata più al gossip che non ai contenuti, ci troveremo di fronte alla scheda elettorale senza avere la più pallida idea di quali siano i valori, le idee e le proposte che i singoli partiti porteranno a Bruxelles in nostra rappresentanza. Usciamo da una campagna elettorale da terzo mondo, che ci ha riempito gli occhi di fumo e non ci ha offerto alcuna prospettiva concreta, alcuna speranza di cambiamento. Non si sono affrontati temi e problemi concreti, non si è parlato di Europa. Stanchi e disinteressati gli italiani si troveranno così a dover utilizzare il proprio voto nell’ennesimo sterile referendum di popolarità sull’attuale premier. Occasione persa per dimostrarci paese civile e attento ai suoi cittadini. Noi omosessuali continuiamo a guardare all’Europa come unica possibile speranza per ottenere quei minimi diritti che la nostra repubblica si ostina a negarci. Un paese che rifiuta la possibilità di sfilare al Pride di Roma, che cancella la lotta all’omofobia dai doveri del Ministero alle pari opportunità, che costringe le nostre libertà all’ossequio della stucchevole volontà vaticana. Il tutto mentre Obama proclama solennemente giugno il “mese dei diritti degli omosessuali”. Noi ce ne stiamo ripiegati sul nostro ombelico, affannati in dibattiti provinciali, fuori dal contesto delle nazioni civili, sempre più distanti e isolati rispetto al mondo reale.  Dovere primo della politica dovrebbe essere quello di costruire la felicità dei cittadini. Ma forse qualcuno confonde la felicità con le amare risate a cui ci condanna la grottesca commedia di questa piccola politica nostrana.

[articolo pubblicato su Il Brescia del 6 giugno 2009]

Luca Trentini
Direttivo di Orlando
Comitato provinciale Arcigay Brescia

postato da: ArcigayOrlando alle ore 23:01 di venerdì, 05 giugno 2009 | Permalink | commenti
categoria:opinioni, rassegna stampa, il brescia, gay e partiti, elezioni e gay, elezioni europee 2009
Martedì scorso la corte suprema dello Stato della California ha deciso la validità della proposition 8, cioè del referendum che il 4 Novembre scorso ha abolito in quello stato la possibilità del matrimonio far persone dello stesso sesso. Una battuta d’arresto  per l’affermazione dei diritti civili in quel paese, una forte delusione per la comunità omosessuale e una decisa vittoria di mormoni e cattolici che avevano investito un enormità di denaro in quella campagna. Ben presto anche questo dibattito arriverà in Italia. Il tribunale di Venezia infatti ha accolto il ricorso di due ragazzi italiani che si sono visti rifiutare dal comune la possibilità di sposarsi, e ha richiesto alla Corte costituzionale di esprimersi su questa materia. Un argomento spinoso, che investe i fondamenti di parità ed uguaglianza di ogni cittadino di fronte alla legge. Come movimento omosessuale ci battiamo da anni sia per la piena parità che per la pluralità degli istituti giuridici. Lottiamo insomma perché chiunque lo desideri possa accedere al matrimonio, ma che esista per tutti anche una forma più leggera di legame (come il PACS) in grado di garantire i diritti fondamentali della coppia e favorirne la libertà e la felicità. D’altra parte non si capisce perché ad alcuni cittadini della repubblica che hanno gli stessi doveri di tutti, che pagano le tasse e partecipano alla vita politica, economica, sociale e civile del paese siano negati diritti garantiti a tutti gli altri sulla base di una odiosa e incomprensibile discriminazione. Una battaglia di civiltà che possiamo vincere, purché si sia disposti ad ammettere che i cittadini sono tutti uguali e che non è possibile discriminare fra le diverse forme in cui ciascuno esprime il proprio modo di amare.

[articolo pubblicato su Il Brescia del 29 maggio 2009]

Luca Trentini
Direttivo di Orlando
Comitato provinciale Arcigay Brescia
postato da: ArcigayOrlando alle ore 19:35 di venerdì, 29 maggio 2009 | Permalink | commenti
categoria:rassegna stampa, discriminazione, matrimoni, il brescia

GIOVEDI’ 4 GIUGNO h 18.00
LIBRERIA FELTRINELLI BRESCIA
presentazione del romanzo di
Alessandro Michetti, alias Loan Insy
Alla fine di questo libro la mia vita si autodistruggerà
(Rizzoli 2009)
Introduce Andrea Zucchini di Arcigay
Intervista Piera Maculotti, giornalista

Il comitato provinciale Arcigay Orlando di Brescia promuove presso la libreria Feltrinelli  “Alla fine di questo libro la mia vita si autodistruggerà”, il titolo, che non fa presagire nulla di  buono, cela una brillante autobiografia di Alessandro Michetti, alias Insy Loan, al suo primo libro che irrompe nel panorama letterario nazionale. Giovane abruzzese di Chieti, dopo essersi scoperto  omosessuale (ma l’ignaro sospetto si celava fin da bambino nella passione di collezionare le  figurine di Lady Oscar oltre che nella passione per la danza).  L’autore si racconta e racconta il suo trasferimento a Roma per studio, le condivisioni di  appartamenti con i soggetti più disparati, le nuove amicizie. Prende contatto con la realtà gay  romana e muove i primi passi nella militanza in una associazione omosessuale, seguiranno i gay  Pride. Il mondo delle discoteche e dei sabato sera resta presente e si mostra nei suoi tratti più veri.  Il lavoro nel blockbuster, le classiche dinamiche tra colleghi di lavoro e la successiva scoperta  dell’amore fa scopre insy più introspettivo e maturo.  Il libro scritto in stile “gaio” tagliente, ironico ma soprattutto autoironico fotografa senza pietà la  vita omosessuale delle grandi città con i suoi pregi e difetti. Il libro è molto scorrevole da leggere e i  colpi di scena e le situazioni estremizzate incalzano. Galeotto è stato il blog dell’autore, molto  visitato sulla rete e scintilla ispiratrice da cui è derivato il libro.

postato da: ArcigayOrlando alle ore 00:31 di giovedì, 28 maggio 2009 | Permalink | commenti (1)
categoria:libri, agenda
Vito Tartamella, l'autore della ricercaUna curiosa ricerca condotta per il mensile focus dal linguista Vito Tartamella (nella foto) su un campione di 2615 persone ha stilato la lista delle offese percepite come gravi dalla popolazione italiana. Al vertice di tale classifica, dopo le bestemmie, ma insieme a mafioso, ladro e nazista compaiono anche gli (impubblicabili) epiteti che stigmatizzano la promiscuità femminile e l’omosessualità maschile. Questo volgarometro insomma ci offre una panoramica di ciò che più gli italiani odiano sentirsi dire e, di conseguenza, anche uno spaccato piuttosto fedele del machismo e del pregiudizio che strisciano nella “cultura” popolare di questo paese. Non una grande novità per noi che da sempre ci battiamo contro questi stereotipi, ma una conferma del clima di arretratezza che respiriamo nel quotidiano. D’altra parte le ricerche condotte sui giovani gay dicono come il 61 per cento di loro subiscono ingiurie e offese nell’ambito scolastico, oltre il 50 per cento esclusione e discriminazione in famiglia e un terzo tra i pari. Un problema che potrebbe essere percepito dai più come “leggero” ma che grava in modo determinante nella realtà di vita delle persone lesbiche, gay e trans, in modo particolare sui più giovani. Sappiamo bene che le cose, seppur lentamente, stanno cambiando ma ci attende ancora moltissima strada prima di far sparire dal colorito linguaggio italico espressioni offensive e omofobe che popolano le conversazioni di tutti i giorni. La visibilità delle persone omosessuali, una sana autoironia e una particolare attenzione educativa possono essere armi vincenti. In fondo si tratta “semplicemente” di educarci al rispetto.

[articolo pubblicato su Il Brescia del 22 maggio 2009]

Luca Trentini
Direttivo di Orlando
Comitato provinciale Arcigay Brescia
postato da: ArcigayOrlando alle ore 14:43 di domenica, 24 maggio 2009 | Permalink | commenti
categoria:insulti, rassegna stampa, omofobia, il brescia
Domenica prossima ricorre la giornata internazionale contro l’omofobia, cioè l’odio e la violenza nei confronti delle persone lesbiche e gay.
Sono moltissimi i fatti riportati ogni anno dalla stampa: l’ultimo è l’aggressione avvenuta il 10 maggio a Trento ai danni di una attivista politica lesbica. Senza contare che la stragrande maggioranza dei casi non vengono denunciati dalle vittime, di solito per paura che la propria omosessualità diventi di dominio pubblico.
Nessuno è al sicuro di fronte al montante clima di intolleranza verso chiunque sia ritenuto “diverso”: per nostra fortuna siamo tutte e tutti diversi l’uno dall’altra e pertanto siamo potenziali vittime di chiunque si senta, a torto, più normale di noi.
Perfino l’aggressore è vittima del suo stesso odio, che corrode la possibilità di avere una relazione serena con gli altri e con se stesso. Ogni campagna di lotta alla violenza dovrebbe prendersi cura delle vittime ma anche dei potenziali colpevoli e soprattutto della cultura che li ha generati.
Con questo spirito Arcigay, assieme ad altre 11 associazioni nazionali, ha lanciato in tutta italia la campagna intolleranti anonimi. Nella nostra città, grazie anche al contributo della CGIL di Brescia, compariranno da lunedì 250 manifesti dal titolo “AIUTIAMOLO: dall’omofobia si può guarire”.
A Brescia domenica 17 maggio verrà rappresentato (alle ore 21 in piazza Rovetta) lo spettacolo Verona caput fasci di Elena Vanni ed Elio Germano, ispirato proprio ad atti di omofobia avvenuti nella città a noi vicina. Lo spettacolo è promosso dal Collettivo Quarantatette in collaborazione con altre associazioni, tra cui la nostra. Vi invito a vederlo con noi.

[articolo pubblicato su Il Brescia del 15 maggio 2009]

Luca Trentini
Direttivo di Orlando
Comitato provinciale Arcigay Brescia
postato da: ArcigayOrlando alle ore 08:51 di domenica, 17 maggio 2009 | Permalink | commenti
categoria:agenda, brescia, rassegna stampa, omofobia, orlando, il brescia, 17 maggio, violenza omofoba